• Quando.20 giugno 2019
  • A che ora.21:00
  • Dove.Villa Ada Roma Incontra il Mondo
  • Biglietti in preventita.Ingresso libero
Giornata Mondiale del Rifugiato

Giovedì 20 Giugno celebriamo insieme la Giornata Mondiale del Rifugiato con un grande concerto sul palco e una grande festa.

Dalle 21:00 sul palco:
– Orchestra dei Braccianti a Villa Ada
– Nada live a Villa Ada

Dalla mezzanotte:
Party ad ingresso gratuito con Mary Gehnyei DJset

L’ UNHCR Italia – Agenzia ONU per i Rifugiati, è un’organizzazione globale dedicata a salvare vite, proteggere i diritti e costruire un futuro migliore per le persone costrette a fuggire dalle loro case a causa di conflitti e persecuzioni. Fornisce assistenza salva-vita come rifugi, cibo e acqua, contribuisce a salvaguardare i diritti umani fondamentali e sviluppa soluzioni che garantiscano alle persone un luogo sicuro da chiamare casa.

Il 20 giugno celebriamo la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di oltre 70 milioni di rifugiati e richiedenti asilo nel mondo che, costretti a fuggire da guerre e persecuzioni, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era la loro vita per cercare salvezza in un altro paese. E soprattutto invita a non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche di chi è riuscito a costruire il proprio futuro, portando il proprio contributo alla società che lo ha accolto.

🤝 Un evento organizzato da Villa Ada Roma Incontra Il Mondo e Arci Roma in collaborazione con UNHCR Italia – Agenzia ONU per i Rifugiati

L’umanità che mostreremo nell’accogliere i profughi disperati, l’intelligenza con cui affronteremo i fenomeni migratori, la fermezza con cui combatteremo i trafficanti di essere umani saranno il modo con il quale mostreremo al mondo la qualità della vita democratica.
Il Presidente, Sergio Mattarella

Nada

“É un momento difficile, tesoro” è il nuovo disco di inediti di Nada, uscito nel 2019 per Woodworm Label e Artist First.
Il nuovo lavoro discografico vede il ritorno alla produzione di John Parish (già produttore di PJ Harvey, Eels, Giant Sand, Afterhours ed altri), che torna al fianco di Nada dopo lo splendido lavoro fatto nell’album “Tutto l’amore che mi manca” (2004).

Nada Malanima parla così del suo disco:
‘Ho sempre provato attraverso i miei dischi e i miei libri a cercare di raccontare quello che sento e avverto, sia dentro che fuori di me.
È esattamente da questa disposizione d’animo che è nato “È un momento difficile, tesoro”.

“È un momento difficile, tesoro”, un’espressione che esprime un malessere ma mi fa sorridere, è sicuramente appropriata a questo disco, al mio sentire, al mio chiedermi se con queste canzoni sono effettivamente riuscita a descrivere bene frammenti di vita e stati d’animo, tanto da riuscire a sintetizzare in un’unica idea le emozioni e i pensieri che in questo ultimo periodo mi hanno profondamente coinvolta.

“È un momento difficile, tesoro”, dieci canzoni nate negli abissi del mio nero profondo, per poi misteriosamente raggiungere i colori e la leggerezza del pensiero, finalmente libero di andare dove portano sentimento e ragione che si uniscono per diventare tutt’uno.

Anema e core, avrebbe detto il mio grande amico Fausto Mesolella, a cui dedico le parole di questa opera. Registrare ancora con John Parish è stato l’avverarsi di un desiderio che nutrivo dall’ultima volta cheavevamo suonato insieme; con amicizia e qualche mail si è trasformato infine in una bellissima realtà.

Ho passato con lui più di un mese in uno studio di registrazione a Bristol, il Playpen, con Marco “Quercia” Tagliola, grande ingegnere del suono, e con amici e musicisti di tutto il mondo che giravano lì intorno. È passato Howe Gelb con cui abbiamo bevuto birra, poi Pete Judge dei Portishead con cui abbiamo bevuto altra birra e che ha suonato la tromba in tre canzoni. E altri amici e amiche. Non mi è mai capitato in tanti anni di finire un disco e di essere fino in fondo soddisfatta. Oggi lo sono e questa soddisfazione mi rende felice. Questo disco, che forse non è affatto divertente, rende felici.’

Orchestra dei Braccianti di Terra!

Nata da un’idea dell’associazione ambientalista Terra! onlus, l’Orchestra dei Braccianti ha come scopo quello di combattere il caporalato e facilitare l’integrazione sociale e culturale coinvolgendo donne e uomini che vivono in condizione di estrema vulnerabilità e isolamento all’interno degli insediamenti agricoli delle campagne italiane. Ma anche dare voce a chi subisce gli impianti sociali di un sistema iniquo, a chi vive nei ghetti, ai giovani agricoltori a chi si batte per i diritti dei lavoratori della terra.

L’Orchestra riunisce elementi provenienti da Italia, Francia, Gambia, Ghana, Nigeria, Libia, Tunisia, India. Ne fanno parte musicisti che lavorano o hanno lavorato come braccianti agricoli e contadini.
Tra loro non mancano persone che hanno vissuto il dramma della migrazione e che oggi vivono nei ghetti o nelle campagne.

Come Joshua, cantante e tastierista nigeriano emigrato passando per la Libia nel 2017 e oggi impiegato nella raccolta dell’uva e dei meloni in Puglia. O come Adam, partito dal Gambia due anni fa e oggi residente nel più grande ghetto d’Italia, Borgo Mezzanone. Accanto a loro suonano musicisti quali Marzouk Merjri, cantautore e polistrumentista tunisino che vive a Napoli, Luca Cioffi, esperto di percussioni indiane e sudamericane che lavora come agricoltore in Campania, Sergio Caputo e Sandro Joyeux.
Grazie al lavoro del direttore artistico Alessandro Nosenzo – che è anche voce e chitarra dell’Orchestra – è stato possibile creare questo mix di talenti emergenti e consolidati con la missione di tradurre in musica tematiche dal forte impatto sociale.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulle condizioni dei lavoratori agricoli nel nostro paese.
Mentre il governo approva un decreto sicurezza che rischia di produrre un esercito di schiavi che andranno a riempire i ghetti e a rischiare lo sfruttamento nei campi, con questa Orchestra e grazie alla forza comunicativa della musica, vuole dimostrare che c’è un altro modo di guardare agli altri.
Perché si tratta di persone, con la loro dignità e i loro talenti, venuti da diverse parti del mondo e ritrovati nella musica per raccontare il lavoro, le lotte, i paesi che si attraversano, le battaglie per la dignità e contro lo sfruttamento, e il riscatto attraverso momenti profondi di partecipazione e condivisione.