• Quando.2 luglio 2019
  • A che ora.20:00
  • Dove.Villa Ada Roma Incontra il Mondo
  • Biglietti in preventita.€ 13,00 + d.p.
I hate my village

Gli I Hate My Village sono sicuramente tra i gruppi rivelazione del 2019.

Il progetto nasce dall’incontro tra Fabio Rondanini alla batteria (Calibro 35, Afterhours) e Adriano Viterbini alla chitarra (Bud Spencer Blues Explosion e molti altri) accomunati dalla passione per la musica africana e dall’esigenza di dare voce alla loro ricerca del “groove perfetto”. Vede la partecipazione di Alberto Ferrari (Verdena) e Marco Fasolo (Jennifer Gentle) andando a comporre una “super-formazione” che comprende quattro tra pesi massimi dell’attuale scena italiana. Il 18 gennaio è stato pubblicato l’omonimo album “I Hate My Village” per La Tempesta International, seguito dal primo singolo, intitolato Tony Hawk of Ghana. L’album è stato ristampato per cinque volte e tutte e cinque le volte le copie sono state vendute alla velocità della luce. Ma quelli del disco non sono stati gli unici sold out registrati dalla band: la prima parte del loro tour è stata costellata da una serie di “tutto esaurito” che hanno contribuito a  confermare la grande attesa riservata alla band da ogni parte d’Italia.

A breve verrà pubblicato il videoclip di “Tony Hawk of Ghana” per la regia di Giorgio Testi (Blur, Rolling Stones, Pixies, Afterhours) e con le animazioni di Donato Sansone (Afterhours, Subsonica e Verdena).

Zu

Ostinatamente liberi da ogni classificazione di genere, gli Zu seguono orgogliosamente il loro percorso musicale da una ventina d’anni.
Hanno messo in discussione ed evoluto la propria identità musicale, sviluppando il proprio vocabolario ad ogni uscita discografica, senza mai lasciare che la propria libertà creativa venisse soffocata da etichette imposte.
Tutte le loro ispirazioni più forti e punti di riferimento artistici hanno dato vita ad una produzione molto varia.
Dall’album Bromio del 1999 all’ultimo Jhator del 2017 il linguaggio musicale degli Zu è cambiato molto, tuttavia la loro essenza rimane la stessa.
Nel corso della loro storia la band ha coltivato l’arte della collaborazione, unendo le forze con vere e proprie leggende della musica come Mike Patton, Damo Suzuki dei Can, Mats Gustafsson, King Buzzo dei Melvins, David Tibet dei Current 93, FM Einheit degli Einsturzende Neubauten, Thurston Moore dei Sonic Youth, Jim O ‘Rourke, Peter Brotzmann, Eugene Robinson degli Oxbow, Gabe Serbian dei The Locust, solo per citarne alcuni, ma anche collaborando con il regista Romeo Castellucci della compagnia teatrale d’avanguardia Societas Raffaello Sanzio.
Con l’album “Carboniferous”, del 2009, raggiungono lo status di band di culto a livello mondiale.
Carboniferous cambiò non solo gli Zu, ma la traiettoria intera di una parte consistente di “noise rock”, in evidente mancanza di un termine migliore. Da quel disco sono passati dieci anni, e tanta di quell’acqua sotto i ponti che sembra tutto nuovo, di nuovo.
Dopo qualche cambio di formazione nel 2018 Jacopo Battaglia è tornato dietro la batteria, ricomponendo cosi’ il trio originale che da pochi mesi è diventato quartetto con l’ingresso in pianta stabile di Stefano Pilia, già chitarrista negli Afterhours e musicista dal curriculum sconfinato.

Gli Zu nel 2019 sono:
Jacopo Battaglia: Batteria
Massimo Pupillo: Basso
Stefano Pilia: Chitarra
Luca T. Mai: Sax Baritono